Aumentare l’importo della pensione è possibile. C’è una maggiorazione che potreste applicare sul vostro assegno, l’INPS spiega come.
L’assegno pensionistico può diventare più ricco a determinate condizioni. L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale accetta un aumento delle erogazioni a condizione che vengano soddisfatti specifici requisiti che tutti devono conoscere.

Cosa fate ora che siete in pensione o cosa pensate farete quando quel momento arriverà? C’è chi inizierà a viaggiare per scoprire il mondo, chi si dedicherà alla famiglia e farà il nonno a tempo pieno e chi passerà le giornate immerso nei propri hobby che per tanto tempo ha trascurato. Ognuno ha la sua immagine di vita da pensionato e speriamo che tutti la possano tramutare in realtà. Sappiamo, però, che per tante persone non sarà così.
Chi ha una breve carriera lavorativa alle spalle e, quindi, pochi anni di contributi oppure ha vissuto con uno stipendio basso difficilmente potrà contare su un assegno pensionistico in grado di far realizzare i sogni nel cassetto. Almeno non in Italia. Sono molti i pensionati che scelgono di trasferirsi all’estero, infatti, scegliendo una nazione in cui il costo della vita è basso – come l’Albania. Altri, invece, saranno costretti a continuare a lavorare dopo la pensione per riuscire ad aumentare l’assegno mensile. A questo proposito ci sono delle indicazioni da conoscere.
Lavorare in pensione, come aumentare l’assegno mensile?
Continuare a lavorare dopo il pensionamento ha dei vantaggi che spesso gli interessati ignorano. Percepire lo stipendio non è l’unico beneficio per la rinuncia al meritato riposo. L’attività lavorativa permette, infatti, di accumulare nuovi contributi che potranno essere utilizzati per aumentare l’assegno pensionistico. Il ricalcolo della pensione è, quindi, possibile se si lavora pur essendo pensionato maturando contribuzione aggiuntiva a quella utilizzata per andare in pensione.

Si parla di supplemento di pensione, un aumento del trattamento già liquidato. Continuando a lavorare per 5 anni, ad esempio, dopo il pensionamento raggiunto con 20 anni di contributi si potrà procedere con un ricalcolo dell’importo dell’assegno tenendo conto dei 25 anni totali. Così facendo la somma percepita mensilmente sarà più alta. Il supplemento va richiesto all’INPS e sarà concesso rispettando alcune regole. Dovranno essere trascorsi due anni dal pensionamento e l’interessato dovrà aver compiuto 67 anni di età. Alcune direttive variano, poi, in base alla misura di pensionamento utilizzata.
Con la pensione di vecchiaia il supplemento si può richiedere ogni cinque anni oppure ogni due anni dopo i 67 anni. Non ci sono limitazioni né penalizzazioni per chi continua a lavorare. Alcune pensioni anticipate, invece, non permettono la cumulabilità di pensione e stipendio. Parliamo di Quota 100, ad esempio, e di Opzione Donna a meno che non si rimanga entro i 5 mila euro di reddito all’anno. Continuando a lavorare da autonomo o Partita IVA, invece, il supplemento sarà richiedibile.