Momenti di tensione e panico nel ristorante di Carlo Cracco in Galleria: la Polizia ha fatto irruzione nel locale. Clienti spaventatissimi.
Carlo Cracco non ha bisogno di presentazioni: la sua fama – come chef ed ex giudice di Masterchef – lo precede e i suoi piatti parlano per lui. Dopo aver detto addio ai riflettori, lo chef vicentino è tornato a dedicarsi alla sua unica vera passione: la cucina. Infatti ha aperto due ristoranti: uno a Milano in Galleria Vittorio Emanuele II e uno a Portofino, in Liguria.

Il locale milanese, trovandosi proprio a pochi passi dal Duomo, è sempre pienissimo di clienti sia “autoctoni” sia turisti curiosi di assaggiare la cucina dell’ex volto televisivo e, magari, di scattare anche qualche selfie con lui. Ma nelle scorse ore i clienti del locale sono piombati nel panico.
La Polizia ha fatto irruzione nel ristorante di Carlo Cracco e sono stati attimi di autentico caos e paura. Una scena così, soprattutto in un ristorante stellato e di lusso nel pieno centro di Milano, non si era mai vista. Lo chef non sapeva bene come affrontare la situazione. Nel prossimo paragrafo vediamo, nei dettagli, cosa è successo e come si è conclusa la vicenda.
Carlo Cracco, ristorante preso d’assalto: ecco cosa è successo
Lo chef Carlo Cracco, da anni, gestisce con grande successo il ristorante Da Cracco in Galleria, sito proprio a due passi dal Duomo di Milano. Nelle scorse ore il locale è stato preso d’assalto e la Polizia è dovuta intervenire.

Il concetto di fare libera impresa nel pieno rispetto della Legge, nel 2025, dovrebbe essere un concetto ormai chiaro a tutti. Forse non è così. Se un imprenditore rispetta la Legge e paga regolarmente le tasse, nel suo locale può fare i prezzi che meglio crede: sta poi a noi clienti scegliere se frequentare il suo ristorante o volgere altrove il nostro sguardo. La libertà di scelta vale per tutti insomma.
Non sembrano pensarla così, però, gli attivisti di “Ultima Generazione” i quali, nelle scorse ore, hanno organizzato un blitz proprio nel ristorante di Carlo Cracco e si sono seduti all’interno del locale con tanto di striscioni, per manifestare contro i prezzi ritenuti eccessivi.
Una delle manifestanti ha asserito: “Dentro un ristorante come questo, e in tutti i ristoranti di lusso, una cena costa come il mio affitto mensile da studentessa fuori sede”. Sicuramente cenare da Cracco non costa poco ma non è un obbligo: lo chef non impone a nessuno di andare a cena proprio nel suo ristorante e a Milano i locali molto più economici di sicuro non mancano.
Ma la studentessa ha proseguito: “Oggi sono scesa in azione per chiedere il giusto prezzo, sia per chi compra, sia per chi produce. Vi faccio una domanda: è più importante un risotto d’autore, o una bolletta pagata?” A quel punto la Polizia è dovuta intervenire per trascinare fuori i manifestanti sotto gli occhi sbalorditi dei clienti e di chi, in quel momento, si trovava a passare in Galleria.